Darkmaf2000

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  • E ritornò il nemico
    Per l'orgoglio, per la fame
    Volea sfogare tutte le sue brame
    Vedeva il piano aprico
    Di lassù, voleva ancora
    Sfamarsi e tripudiare come allora
    "No" disse il Piave, "No" dissero i fanti
    Mai più il nemico faccia un passo avanti
    E si vide il Piave rigonfiar le sponde
    E come i fanti combattevan le onde
    Rosso del sangue del nemico altero
    Il Piave comandò: "Indietro va', straniero"
    Indietreggiò il nemico
    Fino a Trieste, fino a Trento
    E la vittoria sciolse le ali al vento
    Fu sacro il patto antico
    Tra le schiere, furon visti
    Risorgere Oberdan, Sauro, Battisti
    Infranse, alfin, l'italico valore
    Le forche e l'armi dell'impiccatore
    Sicure l'Alpi, libere le sponde
    E tacque il Piave: "Si placaron le onde"
    Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi
    La Pace non trovò né oppressi, né stranieri
    Il Piave mormorava
    Calmo e placido, al passaggio
    Dei primi fanti, il ventiquattro maggio
    L'esercito marciava
    Per raggiunger la frontiera
    Per far contro il nemico una barriera
    Muti passaron quella notte i fanti
    Tacere bisognava, e andare avanti
    S'udiva intanto dalle amate sponde
    Sommesso e lieve il tripudiar dell'onde
    Era un presagio dolce e lusinghiero
    Il Piave mormorò: "Non passa lo straniero"
    Ma in una notte trista
    Si parlò di un fosco evento
    E il Piave udiva l'ira e lo sgomento
    Ahi, quanta gente ha vista
    Venir giù, lasciare il tetto
    Poiché il nemico irruppe a Caporetto
    Profughi ovunque, dai lontani monti
    Venivan a gremir tutti i suoi ponti
    S'udiva allor, dalle violate sponde
    Sommesso e triste il mormorio de l'onde
    Come un singhiozzo, in quell'autunno nero
    Il Piave mormorò: "Ritorna lo straniero"
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